LEONARDO GAGLIO «IL RITO DEL CAFFE’ - LA STORIA DELLA LADRA DI TAZZINE»

«Chissà se sentivano la mancanza di non avere accanto a sé tazzine uguali a loro o se erano felici di questo, sapendo di essere ognuna diversa e unica nel proprio genere. Mia mamma probabilmente le avrebbe ordinate per colore o dimensione, loro invece stavano disordinate senza alcuna ragione. Del resto erano tazzine, non potevano farsi domande, né scegliere il proprio posto.»
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Chi è Leonardo Gaglio?
Leonardo Gaglio è un medico chirurgo originario di Montelepre, un piccolo paesino della provincia di Palermo. Leonardo ha iniziato scrivendo opere in versi già in età adolescenziale e da subito ha riscosso allori in vari concorsi nazionali e internazionali. Oggi lavora a La Spezia e divide la sua vita tra Liguria e Sicilia.
«IL RITO DEL CAFFE’ - LA STORIA DELLA LADRA DI TAZZINE» è il suo secondo romanzo[1], una storia fatta di dolci ricordi e profumi d’infanzia che portano Leonardo a casa e che allo stesso tempo fanno sì che anche il lettore si senta come a casa propria e a proprio agio tra le strade, i profumi, i paesaggi e gli aneddoti che Leonardo, con estrema armonia e capacità, riesce a mettere insieme.

Questo libro ha una trama davvero accattivante, una trama che colpisce il lettore e soprattutto una trama che lo rapisce trascinandolo con leggerezza e passione all’interno delle atmosfere evocate da Leonardo. Una storia “strana” che Leonardo racconta in maniera splendida e sorprendente; una storia che si presta molto bene per essere raccontata, a mio parere, anche come un film. Un susseguirsi di eventi, di avvenimenti e accadimenti che non stancano mai e che anzi aumentano nel lettore la curiosità di sapere come tutto andrà a finire.
«Questa lettura è un patto tra l’autore e il lettore. È la promessa di aprire il sipario su scorci di vita, momenti di riflessione. L’autore vuole solo avvicinarsi al lettore invitandolo al perdono e al cambiamento. Mi rendo conto che è un arduo compito, ma non vi è di certo la pretesa di insegnare qualcosa, tutt’altro. La funzione della letteratura, ritengo, infatti, sia quella di non dare risposte, ma insinuare dubbi. Proprio per tale motivo ho volutamente lasciato parti di queste pagine sfumate. Dovrà essere il lettore a completare con la propria vita i vuoti tra le parole.»

La protagonista del racconto è Gemma, una donna forte, indipendente, caparbia, una donna “strana” come la storia che Leonardo ci racconta, una donna eccentrica e che si fa notare, ed allo stesso tempo una donna fragile e innocente, buona nel cuore e nell'anima, una persona estremamente dolce e soprattutto sensibile ed empatica. Una donna sempre pronta a mettersi in gioco per aiutare il prossimo e per regalare consigli attraverso le sue storie e le sue esperienze di vita; una donna oltremodo saggia potremo dire.
«Gemma, la protagonista [del romanzo] appare così strana da sembrare frutto della fantasia dell’autore, in realtà esiste davvero. Durante una telefonata, mentre lei mi raccontava una delle sue mirabolanti avventure, ho compreso che non potevo tenere tutta quella “stranezza” per me ma dovevo condividerla con gli altri. Partendo quindi da una base autobiografica ho dato avvio al libro. A fare da sfondo alla vicenda le atmosfere della mia infanzia e della mia Sicilia.»[2]
Un racconto che racchiude al suo interno altre mille storie perché ogni tazzina ha la sua storia da raccontare e le sue emozioni da trasmettere e perché Gemma potrebbe raccontare, per ogni tazzina della sua credenza, un aneddoto “strano”, particolare, alle volte divertente ed alle volte struggente, intenso e ricco di emozioni. E cosa c’è di meglio se non far accompagnare sempre un buon caffè da un dolcetto ed una storia raccontata con passione e amore?

Questo libro ha un compito davvero importante, ovvero quello di aiutare e spronare il lettore a capire che nella vita bisogna sempre rischiare, buttarsi e volare lontano per poi, forse, anche accorgersi che quella che si è scelta non è veramente la strada migliore che poteva essere intrapresa ...
Nel cuore mi sono rimaste molto impresse anche questi passi del libro di Leonardo Gaglio.
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«Puoi andare via quando vuoi o girare il mondo, ma finirai sempre per raccontare di questo paese, dei suoi abitanti e delle sue storie. (...) Sorridente le dissi che non c’era niente di speciale in un paese di seimila abitanti nella Sicilia più dimenticata e che nessuno avrebbe mai voluto leggere di tutto questo. Credevo che le emozioni di cui la gente aveva bisogno erano storie esotiche, inusuali, che davano l’opportunità di abbandonarsi ai sogni.»
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«“Parla di un ragazzo tormentato, disilluso, innamorato ma abbandonato. Crede che l’amore sia la soluzione a tutti i suoi problemi” risposi.
“Quindi parla di te”.
“Nessun autore può scrivere di qualcosa che non ha vissuto, anche i libri che parlano di posti fantastici, anche quei posti, credo, lo scrittore li abbia visti ... magari nei suoi sogni!”»
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Perché mi hanno colpito così tanto queste parole? Perché le ho trovate profondamente vere e sincere. In molti testi degli autori che ho letto ritrovo questa caratteristica, ovvero riproporre e riportare all’interno dei loro romanzi, un pezzetto della propria vita e delle proprie esperienze perché, come ricorda Leonardo «Nessun autore può scrivere di qualcosa che non ha vissuto, anche i libri che parlano di posti fantastici, anche quei posti, credo, lo scrittore li abbia visti ... magari nei suoi sogni!»
Questo libro mi ha regalato intense emozioni e sono felice di averlo ricevuto in dono da Leonardo che ringrazio di cuore e saluto affettuosamente.
A Leonardo i miei migliori auguri per un futuro prospero di romanzi e di scritture, perché possa continuare, con la sua penna ed il suo stile unico, a far sognare noi appassionati e devoti lettori!

P.S. Trovate Leonardo Gaglio su Instagram come @leonardo.gaglio
Affettuosamente vostra,
Elena
@ilbellodelledonne_blog
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[1] Il primo romanzo di Leonardo Gaglio esce nel 2020 e si intitola «Quarantena: 14 storie ai tempi del Coronavirus.»
«Frutto letterario della mia esperienza come medico presso la città di Bergamo allo scoppiare della pandemia. Quarantena ha avuto un grande successo mediatico dovuto all’argomento trattato seppur è stato per me un testo molto doloroso da scrivere con l’unico obbiettivo di mostrare alla gente cosa si è vissuto in quei luoghi. Mi sono distaccato dai contenuti del mio primo libro ma ho mantenuto lo scopo, cercare di sensibilizzare il pubblico a tematiche importanti, non con l’intento di insegnare qualcosa ma di permettere “cristallina consapevolezza”.»
[2] Tratto da GLI SCRITTORI DELLA PORTA ACCANTO - WEB MAGAZINE, ASSOCIAZIONE CULTURALE, COLLANA EDITORIALE. Via lascio qui sotto il link diretto se volete collegarvi alla pagina.
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