"IL BELLO DELLE DONNE" - Lettera alle lettrici/ai lettori

Come prima cosa vorrei presentarvi me stessa e vorrei spiegarvi cosa mi ha spinto a creare questo BLOG, vorrei farne buon uso e soprattutto vorrei la vostra partecipazione!

Un grande "in bocca al lupo a me stessa" e che l'avventura abbia inizio!

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Mi chiamo Elena, sono nata il 23 ottobre 1991 e vivo in quella che viene comunemente definita “La Brianza Lombarda”.

Astrologicamente parlando sono del segno dello Scorpione, sono - per chi ci crede - il segno più contraddittorio dello Zodiaco (e questa per me che mi conosco da ben 30 anni, è una grande verità!). Dicono che la donna di questo segno sia affascinante, misteriosa, sensibile e determinata e pronta a resistere a qualunque avversità: “Senza ostacoli la donna Scorpione si annoia da morire! Apparentemente fredda e riservata, è agitata da grandi passioni pronte a prendere il sopravvento all'improvviso. Nel bene e nel male, non passa mai inosservata e non si lascia scappare niente. Vendetta inclusa! Antipatie o simpatie sono istintive e immediate”.

Anche se non ci credo molto, ogni tanto mi piace leggere l’oroscopo del giorno che puntualmente però non sembra mai corrispondere alla realtà! Una cosa è certa però, molti degli aggettivi che vengono attribuiti a questo segno, rispecchiano appieno la mia personalità ed il mio carattere. Sono infatti, spesso e volentieri, una persona tenace e cocciuta e se mi ci metto, sono capace di andare avanti senza mai mollare la presa, fino a quando non raggiungo il mio obiettivo. Altra caratteristica del mio segno è l’impulsività; vivo di “pancia” e di sensazioni e in questi 30 anni non sono ancora riuscita a ridimensionare questo lato del mio carattere che spesso mi fa risultare insopportabile agli occhi di chi ancora non mi conosce. Non riesco a tenere a freno la lingua e nemmeno il cuore o il cervello; quando mi parte un impulso lo devo seguire fino alla fine anche se so dal principio che la cosa che sto per fare al 99,9% mi si ritorcerà contro!

E per il resto che dire ... Oserei definirmi una ragazza allegra, solare e soprattutto attiva. Ho una grande passione, anzi due (forse tre se vogliamo esagerare!). Mi piace molto la lettura e adoro anche scrivere. Magari scrivere non mi viene poi così bene, questo lo giudicherete voi, ma a me fa stare bene e questa è l’unica cosa che conta davvero, stare bene!

Come sia nata la mia passione per la lettura davvero non saprei dirlo. In casa mia i libri non sono mai andati molto di moda. Non ho mai visto mia madre e nemmeno mio padre leggere un libro, magari un giornale di gossip o una rivista sportiva, ma un libro, mai. E allora credo di essere stata una persona molto fortunata perché anche se nessuno me lo ha insegnato, io ho imparato da "autodidatta" ad apprezzare la lettura. Sin da piccola, quando mi capitava di dover scegliere un regalo, io optavo per un libro, di favole magari, o da colorare anche, ma era sempre un libro il regalo più desiderato. E poi, crescendo, ho iniziato a leggere “seriamente”. Un po’ per obbligo scolastico, un po’ per piacere, e devo dire che mi sono sempre adattata a leggere di tutto. Ci sono dei periodi nella mia vita dove davvero leggerei qualsiasi cosa, pur di leggere, leggerei anche un ricettario di dolci (e chi mi conosce lo sa, io con la cucina ho sempre avuto un pessimo rapporto. Fatemi lavare i piatti ma non mettetemi ai fornelli!). È un po’ come la settimana prima del ciclo (parlo per le donne ovviamente che mi potranno capire benissimo!), in cui ci viene una fame strana, fame di qualsiasi cibo e a qualsiasi ora del giorno e della notte. Dolce, salato, non importa. Quello che conta è mangiare fino a scoppiare per saziare un bisogno, una necessità che viene da dentro e che nemmeno noi sappiamo bene da dove arrivi. Con i libri a volte mi succede la stessa cosa. Ho bisogno di leggere, lo sento dentro. Del tipo che un libro lo finisco in due giorni e me lo porto ovunque. Ogni momento della giornata è buono per leggere, anche due pagine o poche righe. È una fame che non so spiegare, che devo saziare, è un bisogno profondo. A volte mi spaventa questa sensazione, ma quando arriva la assecondo sempre. Non so se sia l’unica persona al mondo a cui succeda ma, onestamente, non credo proprio. Magari, leggendomi, anche tu scoprirai di soffrire del mio stesso “disturbo” e allora entrambi ci sentiremo meno “strani”.

Vorrei davvero che tutti passassero più tempo a leggere. Leggete! Qualsiasi cosa, ma leggete, ve ne prego! Lo dico ai giovani di oggi che non leggono più. Raramente trovo dei miei coetanei con un libro in mano. Spesso con il cellulare, connessi a chissà quale social network, ma con un libro ... quasi mai. Anche io uso i “social”, non ne sto parlando male (non troppo almeno!), ma bisogna anche fare altro, aprire la mente. Leggere ci rende più open mind, ci fa diventare più interessanti agli occhi degli altri, più accattivanti. Ci permette di esprimerci meglio, di sviluppare idee nostre rispetto a diversi temi più o meno attuali. Leggere ci rende liberi e indipendenti. Leggere ci rende consapevoli. Ma troppo spesso non ci rendiamo conto del dono che abbiamo e delle potenzialità di questo strumento. E forse che anche la scuola non faccia passare questo messaggio così bene come dovrebbe, ma magari avremo tempo un po’ più avanti, nel corso di questo progetto sperimentale, per approfondire questo tema delicato e complicato al tempo stesso!

Credo che lettura e scrittura siano profondamente ed intimamente collegate da un filo invisibile, sottile. Credo che l’aver letto così tanti libri - e ovviamente continuo a farlo anche ora - che a lungo andare abbia fatto nascere dentro di me un sentimento strano, una voglia di scrivere qualcosa per gli altri. Diventare io stessa protagonista e scrittrice e non solo più spettatrice passiva di quello che accadeva. Scrivere sì, ma che cosa? Non lo so. Sono ancora alla ricerca del mio io interiore, del mio essere scrittrice (scrittrice mancata mi verrebbe da dire, sorridendo!). Ho sempre avuto l’abitudine di tenere un diario, mio, personale. E poi è nata la voglia di provare a scrivere un romanzo, un racconto, una storia. Sì, lo so, ho iniziato subito a volare alto. Icaro che vola troppo vicino al sole, le ali di cera che si sciolgono per il troppo calore, lui che cade nel mare e poi muore. È un po’ la mia storia. Sono partita che volevo scrivere chissà quale romanzo, chissà quale libro che mi portasse magari ad essere famosa in tutto il mondo. Mi sono improvvisata scrittrice senza le basi per farlo e mi sono bruciata come Icaro col sole. Non ho mai portato a termine il mio progetto, troppo ambizioso forse. Ne ho iniziati vari di progetti, ma non ne ho terminato nessuno. Il bello è che non mi sono mai data per vinta. Ed è in questo modo che è nata l’idea di questo BLOG! Che cos’è alla fine un blog?! Definizione da Google ... un BLOG è un “sito web personale concepito principalmente come contenitore di testo (per esempio come un diario o come un organo di informazione indipendente), aggiornabile dal singolo utente in tempo reale grazie ad un apposito software”. Insomma, non sono in grado di scrivere un libro, lo abbiamo capito, ma perché mi devo fermare e non coltivare le mie passioni? Ho deciso di aprire il mio blog personale, il mio diario, il mio contenitore. Ho deciso di fare felice me stessa. Ho deciso di buttarci dentro tutto, emozioni, sentimenti, critiche, storie di vita vissuta, esperienze, giochi, passatempi. Tutto. Tutto quello che mi fa stare bene ma anche male. Ho deciso di annoiare, di far ridere, di divertire e di far riflettere. Ho deciso di aprire questo diario per cercare (è un progetto ambizioso, forse troppo, me ne rendo conto, ma io con i progetti troppo ambiziosi ci vado a nozze!), tentare, provare a spiegare al mondo come mi sento quando scrivo. Vorrei far passare questo concetto che per me è fondamentale. La scrittura come terapia. Per me è stato così. Scrivere mi permette di sfogarmi e di buttare fuori tutto quello che ho dentro. Scrivere per me è terapeutico. È strano, ma è vero. Sin da piccola, sono stata abituata, anzi obbligata, a tenere un diario. Dovevo annotare, day by day, anche una breve frase, una parola, che descrivesse la mia giornata, il mio momento bello o brutto che fosse. È nato come un obbligo, è diventata un’abitudine e poi, col tempo, una passione. Non riesco più a smettere di farlo. Negli anni delle scuole medie e del liceo mi ricordo che scrivevo moltissimo. Le prime cotte, il primo ragazzo, il primo amore (non si scorda mai!). Le cose belle, i voti a scuola, anche gli episodi meno belli o interessanti. Raccontavo tutto a quelle pagine bianche che macchiavo di inchiostro. E poi il diario di carta, si fa per dire, è diventato un diario digitale negli ultimi anni. E ancora mi trovo a scrivere e a raccontare le mie avventure e disavventure ad un amico immaginario, mi trovo a confidarmi come si fa con una migliore amica e a raccontare tutti i dettagli, anche i più maliziosi, dei rapporti quotidiani con l’altro sesso e non solo. È bello. Tutto ha un senso. Tutto ha una logica. Nessuno che giudica, che interrompe i discorsi. Niente. Solo un fiume di parole, solo io e nessun altro.

E così, non volendo tediare nessuno, questa in breve è la mia storia. Articolo dopo articolo prometto che mi farò conoscere sempre meglio, un pochino di più, un passo alla volta, step by step. Ho voglia di parlare di tutto in questo blog. Non ci sono limiti o censure (ci sono i limiti che la legge impone, ovviamente!). Sentitevi liberi di commentare e darmi spunti su cui riflettere. Se un blog è un contenitore, siamo noi a scegliere cosa metterci dentro, come con ogni altro contenitore. Io scelgo di metterci la mia vita, di metterci tutta me stessa!

Affettuosamente vostra,

Elena
@ilbellodelledonne_blog









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