VALERIE PERRIN «CAMBIARE L'ACQUA AI FIORI»


«COME OGNI SERA HO VOGLIA DI STARE SOLA, NON PARLARE CON NESSUNO, LEGGERE, ASCOLTARE LA RADIO, FARE UN BAGNO, CHIUDERE LE FINESTRE, AVVOLGERMI IN UN KIMONO DI SETA ROSA. STARE BENE E BASTA.»

Sono veramente pochi i libri che leggo e che non mi colpiscono, che finisco per trovare noiosi, banali o poco interessanti e infatti, anche questa ennesima lettura si è rivelata per me una piacevole sorpresa.

Le recensioni invece, sembrano non essere state particolarmente benevole tanto che, tra le critiche rivolte a questo romanzo ho letto quella di chi lo accusa di essere un libro inutilmente prolisso: “quasi 500 pagine che scorrono lente sconfinando talora nella noia; un libro che molti dichiarano di terminare a fatica. Insomma, un libro probabilmente non per tutti i lettori!

Non per tutti i lettori, ma sicuramente un libro che fa per me! Non mi è mai successo di annoiarmi leggendolo anzi, pagina dopo pagina la curiosità aumentava, sarà perché a me piace molto la ricchezza dei dettagli e dei particolari e mi dispiaccio molto quando mi trovo a leggere dei libri che “sorvolano”, “tagliano dei pezzi” per arrivare subito al dunque ed alla fine della storia. Insomma ho adorato la fluidità con cui questo libro si lascia leggere ed anche ho apprezzato molto il fatto che la storia non sia assolutamente scontata. Pagina dopo pagina, una rivelazione continua, non ti aspetti quello che di fatto accade, non ti immagineresti mai quello che poco dopo scopri leggendo. Un libro che ti spiazza e che ti catapulta in un altro mondo fatto di amore, di dolcezza, di sentimento, ma anche di tristezza, di angoscia e di vuoto. Un libro sull’abbandono e anzi sulle mille forme che può avere l’abbandono e su cosa può significare essere abbandonati e trovarsi soli, vuoti, svuotati.

Un libro che sin dalla copertina ed anzi, sin da titolo, mi ha tratto in inganno ... “CAMBIARE L’ACQUA AI FIORI” ... Appena l’ho preso in mano ed ho letto il titolo ho pensato ad un libro che fornisse mille consigli su come appunto cambiare l’acqua ai fiori, su come conservarli al meglio e magari farli durare molto di più di qualche giorno. Consigli come ad esempio, “metti una goccia di candeggina nell’acqua!”, “taglia un centimetro il gambo tutte le volte che cambi l’acqua del vaso!”, o ancora “non usare acqua troppo fredda, né troppo calda!”. E invece, leggendo la trama, ho subito scoperto che da questo romanzo avrei potuto ricevere di tutto, ma non certo consigli su come far durare meglio e più a lungo i fiori recisi.

E poi ancora, una seconda volta, questo libro mi ha sorpresa/ingannata perché sin dalle prime pagine il romanzo ti porta a pensare che tutta la vicenda sia incentrata sulla storia d’amore che inevitabilmente nascerà tra la protagonista guardiana del cimitero, Violette, ed il poliziotto Julien Seul, che solo per caso capita nel cimitero in cui Violette lavora come guardiana. Niente affatto, mi dispiace per voi amanti delle storie strappalacrime, ma niente di tutto questo accade. Il poliziotto infatti farà delle brevi quanto sporadiche apparizioni se non forse meglio dire incursioni, durante tutta la storia, fino a che ...

Ed ancora, che Violette abbia una figlia lo si scopre solamente molto tempo dopo, dopo avere indagato a fondo nella vita e nel carattere di questa donna e pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo ti si presenta agli occhi una figura straordinaria, Violette, una donna forte, coraggiosa, tenace; una donna che ha sofferto tantissimo, ha sofferto per l’abbandono della famiglia, lei infatti è orfana, ha sofferto per l’ “abbandono” del marito e della figlia, insomma, una donna a mio parere eccezionale.

Anche la narrazione è assai interessante e mai scontata. Non è lineare, ma la si legge con facilità. Si saltella dal presente al passato, si ricorda, si torna indietro nel tempo, si scoprono errori commessi ed orrori nascosti, si scopre una vita dietro il presente che la protagonista è capace di celare benissimo agli altri protagonisti ed anche ai suoi amici. Chi infatti tra le persone che lavorano al cimitero con la stessa Violette può dire di conoscere veramente la protagonista? Chi può dire di conoscerla a fondo e di sapere cosa nasconde sotto quel cappotto blu? Chi può dire come mai la primavera è celata con così tanta cura sotto l’inverno?

Non voglio svelarvi troppo, non voglio raccontarvi come va a finire, vorrei invece che conservaste la curiosità per andarlo a leggere. Solo un’ultima cosa ve la vorrei dire, il finale ... il finale di questa storia è sorprendente e del resto, come l’intero libro, non è assolutamente scontato.

La vita dà sempre una nuova possibilità a chi ha voglia di coglierla.

Lo consiglio immensamente, alle lettrici ed anche ai lettori, appassionatevi di magia.


Affettuosamente vostra,

Elena
@ilbellodelledonne_blog



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