«LA MAGIA NON PUÒ ESSERE INSEGNATA. LA SCOPRI DA SOLA, O NON LA SCOPRI AFFATTO»
Oggi parliamo di due libri un po’ particolari che prendono
spunto da temi dell’epica per realizzare due romanzi, a mio dire, spettacolari! Non fatevi però influenzare dai titoli ... un libro non va mai giudicato dalla copertina, così come una persona non va mai giudicata dall'abito che indossa!
Mi sono imbattuta nel libro “La canzone di Achille” così, un po' per
caso. Come spesso accade avevo deciso di trascorrere la mia “ora d’aria” ovvero
la mia ora di pausa pranzo alla Feltrinelli ed ero alla ricerca di qualcosa di
nuovo da leggere quando, ad un certo punto, vedo questa pila altissima di libri
che mi incuriosisce, per cui mi avvicino e ne prendo uno in mano. Mi colpisce
il titolo e penso che il libro parlerà sicuramente di epica. Torno indietro con
la memoria alle scuole medie e superiori ... l’epica, devo dire, l’ho sempre
amata molto. Mi tornano alla mente i testi dell’Iliade, dell’Eneide e
dell’Odissea, mi torna alla mente la mia cara professoressa di lettere,
il suo amore e la sua passione nel leggerci i versi dei poeti classici, i passi delle opere più celebri ... e così, libro
in mano che rigiro tra le dita, inizio a leggerne la trama.
Non voglio raccontarvi troppo di questo libro perché non
vorrei togliervi il piacere di leggerlo. Mi piacerebbe solamente darvi qualche
piccola informazione e invogliarvi, incuriosirvi e portarvi ad acquistarlo perché
a me è piaciuto davvero molto.
Sullo sfondo sicuramente la storia che tutti noi abbiamo studiato a scuola. Achille, l’eroe, il semidio, la sua vita che si incrocia (e non solo, si fonde!), con quella di Patroclo, ma il tutto viene raccontato in una versione romanzata e secondo me assai coinvolgente. Questo libro, devo essere sincera, mi ha rapita e mi ha commossa. In molti punti ho avuto le lacrime agli occhi e la bramosia di continuare a leggerlo, senza mai fermarmi. Vero, ci ho messo pochissimo tempo per finirlo, perché mi attraeva, e pagina dopo pagina mi invogliava a continuare e a scoprire cosa sarebbe successo dopo. Sicuramente la bravura della scrittrice, Madeline Miller, che devo essere sincera, prima di leggere questo libro, non conoscevo, è tale da far nascere nel lettore una curiosità immensa ed una voglia sempre più profonda di andare avanti e vedere come va a finire il racconto. La suspence, i ritmi incalzanti della narrazione ... non ci sono mai momenti vuoti o noiosi e poi che dire, a me le storie d’amore piacciono sempre tantissimo. E questa storia d'amora non è per nulla convenzionale, non è banale, ma è profondamente attuale. Un amore profondo, pieno di sentimento, un amore tra due uomini, due grandi amici, due eroi, due giovani ragazzi che all'inizio temono di lasciarsi andare ad un sentimento così profondamente struggente e soprattutto sconosciuto, una passione che celano perchè sanno che non sarà mai ben vista, ma che poi si trasforma nella consapevolezza che la propria felicità venga sempre prima di ogni altra cosa e che, in fondo, non ci sia nulla di così anomalo, assurdo, anormale nell'amare una persona del proprio stesso sesso perchè, in fondo, la "normalità" chi ce la insegna?
E così, essendomi piaciuto così tanto il primo libro, subito
dopo averlo finito sono tornata alla Feltrinelli per acquistarne un secondo;
stessa autrice ovviamente, questa volta il libro si intitola “Circe”.
“Circe” assume un registro un po’ diverso dalla precedente
narrazione. Ho amato molto anche questo secondo libro e mi ha coinvolta alla
stessa maniera del precedente, senza alcun dubbio. Se della storia di Achille
conoscevo molto di più, devo dire che invece, della storia di Circe, conoscevo
assai poco e questo libro mi è servito anche a questo, a imparare cose nuove. E
qui sta il bello secondo me. Leggi per divertimento, per passare il tempo, per
coltivare un interesse e nello stesso momento ti scopri a imparare qualcosa di
nuovo, qualcosa che non sapevi. Ho amato tanto la storia d’amore tra Achille e
Patroclo, il sentimalismo e le passioni, e poi ho amato tanto la forza di Circe, la combattività, la
risolutezza del suo carattere, la donna forte, sola, la dea che non ha
poteri come tutte le altre divinità ma che si scopre maga, e che maga! Mi sono
trovata a pensare, ma se fosse esistita veramente la maga Circe? E se esistesse
ancora oggi? Dato che è un essere immortale, magari, sull’isola di Eea, esiste
veramente questa casa di pietra, con una donna, una maga, forte, potente come
Circe, che al principio non sa nemmeno di possedere queste abilità magiche ma
che, col passare del tempo, acquista fiducia in sé stessa e si rivela più forte,
astuta e potente di tutte le altre divinità dell’Olimpo?!
“Per tutta la vita mi sono spinta avanti, e adesso eccomi qui.
Di un mortale ho la voce, che io abbia tutto il resto.
Sollevo alle labbra la ciotola piena fino all’orlo e bevo.”
Che dire allora, spero di aver fatto nascere in voi una certa
dose di curiosità, un seme, che vi spinga ad andare a leggervi questi due capolavori e
spero soprattutto che poi tornerete su questa pagina a lasciare un commento,
positivo o negativo che sia, perchè, come diceva Oscar Wilde "
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