«LA MAGIA NON PUÒ ESSERE INSEGNATA. LA SCOPRI DA SOLA, O NON LA SCOPRI AFFATTO»

Vorrei tornare a parlare con voi di libri e vorrei farlo con due letture che ho trovato particolarmente interessanti, che ho amato molto e che vi vorrei consigliare. Mi piacerebbe trovare pù spesso il tempo di condividere con voi qualche opinione a proposito di libri che leggo e magari anche ricevere i vostri spunti di lettura e piccoli suggerimenti su alcuni libri che vorreste consigliarmi. Mi piacerebbe che questo diventasse un appuntamento fisso, uno scambio, un "do ut des" da cui entrambe le parti ricavano qualcosa di buono. Come vi ho già raccontato in precedenza, sono una lettrice appassionata ad ogni genere di libro e non mi precludo mai nulla, per cui sentitevi libere/i di consigliami qualsiasi cosa vogliate!

Oggi parliamo di due libri un po’ particolari che prendono spunto da temi dell’epica per realizzare due romanzi, a mio dire, spettacolari! Non fatevi però influenzare dai titoli ... un libro non va mai giudicato dalla copertina, così come una persona non va mai giudicata dall'abito che indossa!

     

Madeline Miller è una scrittrice americana, insegnante di greco e latino, celebre per i suoi libri - “La canzone di Achille”, pubblicato nel 2011, e “Circe” pubblicato nel 2018, che sono diventati un vero e proprio caso editoriale, scalando le classifiche dagli Stati Uniti d’America all’Italia, e questo è accaduto non solo in pochissimo tempo, ma anche recentemente, nell’ultimo periodo, grazie ai social media che hanno regalato a questi due romanzi una grande visibilità e popolarità (a mio pare quella che si meritano davvero!).

Mi sono imbattuta nel libro “La canzone di Achille” così, un po' per caso. Come spesso accade avevo deciso di trascorrere la mia “ora d’aria” ovvero la mia ora di pausa pranzo alla Feltrinelli ed ero alla ricerca di qualcosa di nuovo da leggere quando, ad un certo punto, vedo questa pila altissima di libri che mi incuriosisce, per cui mi avvicino e ne prendo uno in mano. Mi colpisce il titolo e penso che il libro parlerà sicuramente di epica. Torno indietro con la memoria alle scuole medie e superiori ... l’epica, devo dire, l’ho sempre amata molto. Mi tornano alla mente i testi dell’Iliade, dell’Eneide e dell’Odissea, mi torna alla mente la mia cara professoressa di lettere, il suo amore e la sua passione nel leggerci i versi dei poeti classici, i passi delle opere più celebri ... e così, libro in mano che rigiro tra le dita, inizio a leggerne la trama.

Non voglio raccontarvi troppo di questo libro perché non vorrei togliervi il piacere di leggerlo. Mi piacerebbe solamente darvi qualche piccola informazione e invogliarvi, incuriosirvi e portarvi ad acquistarlo perché a me è piaciuto davvero molto.

Sullo sfondo sicuramente la storia che tutti noi abbiamo studiato a scuola. Achille, l’eroe, il semidio, la sua vita che si incrocia (e non solo, si fonde!), con quella di Patroclo, ma il tutto viene raccontato in una versione romanzata e secondo me assai coinvolgente. Questo libro, devo essere sincera, mi ha rapita e mi ha commossa. In molti punti ho avuto le lacrime agli occhi e la bramosia di continuare a leggerlo, senza mai fermarmi. Vero, ci ho messo pochissimo tempo per finirlo, perché mi attraeva, e pagina dopo pagina mi invogliava a continuare e a scoprire cosa sarebbe successo dopo. Sicuramente la bravura della scrittrice, Madeline Miller, che devo essere sincera, prima di leggere questo libro, non conoscevo, è tale da far nascere nel lettore una curiosità immensa ed una voglia sempre più profonda di andare avanti e vedere come va a finire il racconto. La suspence, i ritmi incalzanti della narrazione ... non ci sono mai momenti vuoti o noiosi e poi che dire, a me le storie d’amore piacciono sempre tantissimo. E questa storia d'amora non è per nulla convenzionale, non è banale, ma è profondamente attuale. Un amore profondo, pieno di sentimento, un amore tra due uomini, due grandi amici, due eroi, due giovani ragazzi che all'inizio temono di lasciarsi andare ad un sentimento così profondamente struggente e soprattutto sconosciuto, una passione che celano perchè sanno che non sarà mai ben vista, ma che poi si trasforma nella consapevolezza che la propria felicità venga sempre prima di ogni altra cosa e che, in fondo, non ci sia nulla di così anomalo, assurdo, anormale nell'amare una persona del proprio stesso sesso perchè, in fondo, la "normalità" chi ce la insegna?

E così, essendomi piaciuto così tanto il primo libro, subito dopo averlo finito sono tornata alla Feltrinelli per acquistarne un secondo; stessa autrice ovviamente, questa volta il libro si intitola “Circe”.

“Circe” assume un registro un po’ diverso dalla precedente narrazione. Ho amato molto anche questo secondo libro e mi ha coinvolta alla stessa maniera del precedente, senza alcun dubbio. Se della storia di Achille conoscevo molto di più, devo dire che invece, della storia di Circe, conoscevo assai poco e questo libro mi è servito anche a questo, a imparare cose nuove. E qui sta il bello secondo me. Leggi per divertimento, per passare il tempo, per coltivare un interesse e nello stesso momento ti scopri a imparare qualcosa di nuovo, qualcosa che non sapevi. Ho amato tanto la storia d’amore tra Achille e Patroclo, il sentimalismo e le passioni, e poi ho amato tanto la forza di Circe, la combattività, la risolutezza del suo carattere, la donna forte, sola, la dea che non ha poteri come tutte le altre divinità ma che si scopre maga, e che maga! Mi sono trovata a pensare, ma se fosse esistita veramente la maga Circe? E se esistesse ancora oggi? Dato che è un essere immortale, magari, sull’isola di Eea, esiste veramente questa casa di pietra, con una donna, una maga, forte, potente come Circe, che al principio non sa nemmeno di possedere queste abilità magiche ma che, col passare del tempo, acquista fiducia in sé stessa e si rivela più forte, astuta e potente di tutte le altre divinità dell’Olimpo?!

“Per tutta la vita mi sono spinta avanti, e adesso eccomi qui.

Di un mortale ho la voce, che io abbia tutto il resto.

Sollevo alle labbra la ciotola piena fino all’orlo e bevo.”

Che dire allora, spero di aver fatto nascere in voi una certa dose di curiosità, un seme, che vi spinga ad andare a leggervi questi due capolavori e spero soprattutto che poi tornerete su questa pagina a lasciare un commento, positivo o negativo che sia, perchè, come diceva Oscar Wilde "Non importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli!".


Affettuosamente vostra,

Elena
@ilbellodelledonne_blog

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