IL MAGICO MONDO DELLA SUBACQUEA
Sott’acqua ti dimentichi persino di essere nato
[Fondale con relitto - Santorini - ottobre 2021]
L’immersione subacquea è un’attività che, al contrario del nuoto e dello snorkeling, prevede l’immersione totale del corpo umano in un ambiente dominato completamente dall’acqua. La possibilità di esplorare l’ambiente subacqueo è una caratteristica che l’essere umano condivide con pochi altri mammiferi. Grazie all’ingegno umano, alla tecnologia, allo studio dei diversi materiali, l’uomo oggi è in grado di respirare sott’acqua per lunghi periodi e di raggiungere profondità anche molto importanti. Le variabili, sott’acqua, sono diverse e mutevoli e per questo è necessario avere, sia la totale consapevolezza dell’ambiente in cui ci si trova, sia le capacità adeguate per affrontare il livello di difficoltà dell’immersione scelta. Ad oggi, l’attività subacquea è considerata alla portata di chiunque, anche molte persone con disabilità motorie la praticano, ma è importante ricordare che è bene immergersi sempre e solo nel rispetto di tutte le norme di sicurezza, accompagnati e mai da soli, consapevoli dell’ambiente che ci circonda e soprattutto dei propri limiti fisici e psicologici.
Sin dall’antichità l’uomo ha cercato il modo di prolungare la sua permanenza sott’acqua. Risalenti al IX secolo a.C. sono infatti le prime testimonianze visibili su bassorilievi raffiguranti uomini che respiravano da aria contenuta in anfore di terracotta a pochi metri sotto il livello del mare. Le prime immersioni furono però in apnea e legate alla necessità che l’uomo aveva di procacciarsi del cibo. Col tempo, e soprattutto in seguito ad esigenze di natura bellica, vennero studiati specifici strumenti e nuove tecniche sempre più innovative che permettevano all’uomo di prolungare la permanenza sott’acqua.
La prima vera e propria immersione registrata è avvenuta il 4 agosto 1913. Il comandante della nave Regina Margherita riporta infatti, sul diario di bordo, le gesta di tale Gheorghios Haggi Statti, il primo uomo che, con un particolare sistema di zavorra, era sceso finno alla profondità di -80 metri per raccogliere delle spugne.
Dal 1913 ad oggi la tecnologia ha fatto “passi da gigante”, migliorando non solo le attrezzature, ma soprattutto la sicurezza dei subacquei tanto che immergersi con le bombole oggi è considerato molto sicuro oltre che assai divertente.
[Stella marina - Santorini - ottobre 2021]
[Spugna - Santorini - ottobre 2021]
Mi sono avvicinata al mondo della subacquea totalmente per caso e soprattutto molto recentemente. Non sono mai stata una nuotatrice provetta, al contrario, ho sempre avuto la folle paura di mettere la testa sott’acqua e di aprire gli occhi per paura che tutta l’acqua del mare entrasse dentro di me! (Assurdo, direte! Lo so bene!). Piano piano, spinta dalla curiosità di vedere pesci colorati ed altre forme viventi del mare, ho iniziato però ad utilizzare maschera e boccaglio avvicinandomi e scoprendo con piacere l’arte dello snorkeling. Ancora più recentemente, avendo conosciuto un ragazzo che per lungo tempo (e di “mestiere”) è stato (ed è) istruttore subacqueo, sono stata attratta ed incuriosita dalle immersioni subacquee con le bombole. Ho iniziato guardando ammaliata le fotografie che il mio ragazzo aveva scattato durante i suoi innumerevoli viaggi in giro per il mondo ed i video che lo immortalavano nei luoghi più esotici e remoti ed ho ascoltato affascinata e rapita le bellezze che mi raccontava di aver visto nel magico mondo che si cela sotto la superficie del mare. Per divertimento ho iniziato facendo qualche prova di immersione in una piscina molto famosa di Padova, la Y-40[1], e da lì, non so nemmeno io bene come (!), sono arrivata a prendere il brevetto PADI di Open Water Diver.
È proprio vero che la prima immersione non si scorda mai! Anche se la mia primissima immersione è stata in piscina, devo dire che è stata altrettanto bella ed indimenticabile. Ero molto tesa prima di prepararmi anzi, devo dire che, prima di entrare in acqua ero terrorizzata e pietrificata dalla paura perché non sapevo assolutamente a che cosa stavo andando incontro e che cosa mi sarebbe successo da lì a poco. Quando mi prende l’ansia è difficile che mi calmi, ma sarò sincera, appena mi sono messa l’attrezzatura e sono scesa in acqua, appena mi hanno caricato la zavorra, mi sono liberata di quel peso interiore fatto di paura che mi opprimeva l’anima.

[Foto di me alla Y-40]
Ho fatto la mia prima immersione con a fianco il mio ragazzo ed anche l’istruttore della piscina, un uomo grande e grosso, ma estremamente simpatico e divertente che mi ha messa subito a mio agio. Mi sono divertita perché sono riuscita a fare tutti gli esercizi richiesti nelle cosiddette “acque basse” e poi, con mia grande sorpresa, l’istruttore mi ha permesso di scendere un poco più in profondità per avere un assaggio di quella che realmente può essere una immersione con le bombole. Ero emozionata e frastornata, non capivo bene cosa dovessi fare e mi guardavo spesso attorno alla ricerca del mio punto sicuro - era un mondo nuovo, magico! - e per essere stata una piscina, wow (!) mi sono veramente divertita. Avevo sempre l’occhio vigile e attento dell’istruttore puntato addosso e anche se mi sono sentita bravissima e già capace e autonoma, devo confessarvi che invece era lui a guidarmi e prendersi cura di me istante dopo istante.

[Foto di me alla Y-40]
La seconda immersione invece, è stata un po’ più traumatica. Stessa piscina, stesso ambiente e sapevo pure a cosa stavo andando incontro. Ero preparata ma comunque sia ero tesa, nervosa e agitata. L’istruttrice della piscina che mi ha seguita, una donna in questo secondo caso, ha forse dato per scontato che io fossi molto più capace di quanto in realtà ero e così, non riuscendo a portare a termine alcuni esercizi nelle “acque basse”, sono più volte andata nel panico. Risultato: l’immersione non è stata affatto piacevole e sono uscita dalla piscina con una sensazione di oppressione alla bocca dello stomaco. Ho pianto perché mi sono sentita incapace e stupida non riuscendo a terminare alcuni esercizi che venivano definiti “semplici”, ma se ci ripenso ora sorrido perché è normalissimo non riuscire a fare tutto subito. Come accade in ogni situazione, ognuno ha i suoi tempi ed i suoi ritmi, ma l’impegno e la costanza pagano sempre e premiano chi si applica e non si scoraggia.

[Foto di me alla Y-40]
Vi basti sapere che non mi sono fermata perché dopo qualche mese, quando il mio istruttore subacqueo del cuore mi ha proposto una vacanza a Santorini in cui lui avrebbe fatto immersioni mentre io avrei fatto il corso per prendere il primo brevetto, ho accettato con pazzo entusiasmo. A settembre ero felice oltre che entusiasta e non vedevo l’ora di partire. Ad ottobre invece, mentre l’ora X si avvicinava sempre più, ero sempre più nervosa e tesa e non vi dico quando sono arrivata sull’isola: la notte prima dell’immersione in mare ero talmente nervosa che non sono riuscita a cenare e nemmeno a chiudere occhio.
Prima di partire mi sono studiata per bene la teoria, per arrivare preparata e pronta a superare la parte teorica del corso. Ho studiato duramente il mio libro in quanto avevo preso seriamente il compito che mi era stato affidato e se devo essere sincera, mi è piaciuto moltissimo perché ho imparato tante cose nuove e soprattutto interessanti non solo sul comportamento che deve tenere del subacqueo, ma anche sulla sua attrezzatura e più in generale sul mare, sull’ambiente marino, sui pesci che vi abitano, ecc.
Ho superato, con modestia posso dire, brillantemente superato (!) l’esame di teoria del primo giorno e così mi hanno dichiarata pronta, abile e arruolata per immergermi. Ho fatto fatica, ho avuto paura, ho pensato più di una volta di non farcela, ho pensato di mollare e di tirarmi indietro, ho pianto anche, cedendo al nervosismo e allo stress, ma ho anche riso tantissimo e mi sono divertita come non avrei mai pensato di fare. Ho conosciuto persone nuove che mi resteranno sempre nel cuore e ho vissuto esperienze magiche. Ho gioito per le mie piccole vittorie e mi sono abbattuta contando i miei errori. Ho trovato supporto nel mio istruttore e soprattutto nel mio ragazzo che devo riconoscere ha avuto una pazienza immensa con me e così, grazie a tutti loro e grazie soprattutto a me stessa, ho vinto la sfida conquistando il mio primo brevetto.
La mia prima immersione nel mare di Santorini non me la scorderò mai. Altro che piscina, altro che acqua dolce e tiepida delle terme! Ho visto per la prima volta da vicino un fondale marino, con le sue alghe che si muovono ondeggiando al ritmo delle correnti e le sue spugne gialle, i suoi pesci colorati e le stelle marine rosse e carnose che restano attaccate alle rocce quasi avessero della colla sotto di sé. Ho imparato che il fondale è scuro e freddo e che quindi è necessario avere delle torce potenti che illuminino i pesci e le rocce e che allo stesso tempo non disturbino troppo gli esseri viventi. Ho imparato a guardare e non toccare, a rimanere immobile ed in silenzio. Forse, quello che non ho ancora ben imparato è mantenere un assetto stabile e costante non inciampando nelle rocce e soprattutto nei poveri pesci indifesi!
[Pesce leone - Santorini - ottobre 2021]
[Riccio di mare - Santorini - ottobre 2021]
Mi sono tanto divertita durante questa vacanza perché la subacquea è uno sport di socializzazione e di aggregazione. Ho conosciuto persone, ho condiviso emozioni e sensazioni e conservo nel cuore, fotogramma dopo fotogramma, ogni singolo momento di divertimento e di cedimento che questa esperienza mi ha regalato. Colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente di tutto cuore, per l’estrema professionalità e pazienza, il mio istruttore di sub del divecenter di Santorini ed anche il mio istruttore personale Giorgio @giocasi91 senza la cui pazienza e comprensione non avrei mai portato a termine il mio corso.
Come dicevo questo mio hobby mi ha dato l’opportunità di conoscere tante nuove persone, colgo quindi l’occasione per presentarvi Francesca e Maila. Grazie a loro ho realizzato un bellissimo progetto di interviste, scambi di idee, opinioni e consigli e devo dire ognuna di loro mi ha regalato qualcosa, un pezzetto di sé, che porterò sempre con me e per questo le ringrazio sin d’ora di tutto cuore.
Francesca è una subacquea ricreativa nonché famosa blogger conosciuta nel mondo dei viaggi diving, che ha fatto della sua grande passione un lavoro. Unendo l’arte di fare immersioni con la passione per i viaggi, ha infatti realizzato il blog Viaggi per Sub n. 1 in Italia che aiuta i subacquei (e chi sogna di diventarlo), a trovare nuove stimolanti avventure da vivere sotto il pelo dell’acqua!
Maila invece, è una psicologa iscritta all'Ordine degli Psicologi della Toscana e si occupa in quel di Livorno, di sostegno psicologico rivolto ad adulti, adolescenti, bambini e di supporto al metodo di studio.
La prima domanda che ho posto loro è stata in che modo si sono approcciate al mondo della subacquea, come, quando e perché hanno deciso di fare il loro primo corso. Ognuno di noi infatti, si approccia ad un determinato sport per diverse ragioni come anche semplicemente per puro caso. Francesca mi ha scritto “Non ricordo precisamente come è nata in me la voglia di andare sott’acqua, credo di essere stata motivata principalmente dal “vedere” più da vicino la bellezza della natura. Osservare tutti i piccoli e grandi protagonisti marini, indaffarati a vivere la loro vita, è per me una cosa molto curiosa e rilassante.” (…) arrivata all’ultimo anno di università, anzi più precisamente alla tesi di laurea, ho deciso di regalarmi un viaggio in Mar Rosso insieme alla mia coinquilina di allora, ad una condizione però! Mi sono detta che non sarei mai partita per il Mar Rosso senza il brevetto subacqueo e così ho deciso di fare il primo corso diving a Rimini, giusto in tempo per fare la mia prima vacanza diving in questo posto spettacolare! Andare in Mar Rosso senza brevetto, per me sarebbe stato un viaggio letteralmente sprecato.”
Come ho già accennato poco sopra, è un classico affermare che: la prima immersione non si scorda mai, ed è assolutamente vero. È una esperienza forte, intensa, un’emozione indescrivibile e che lascia dentro ognuno di noi un sentimento diverso: eccitazione? paura? gioia? ansia?
La risposta di Francesca per esempio, mi ha molto divertita: “La mia prima volta sott’acqua, a parte le acque confinate della piscina, è stata in Adriatico nel 2004, sulle coste riminesi: una bella palestra si può dire! Il mio assetto imperfetto mi ha fatto sollevare chilometri e chilometri quadrati di sabbione (che probabilmente a tutt’oggi deve ancora depositarsi!).”
Maila mi ha invece parlato della sua prima immersione con le bombole nella Grotta del Grongo a Calafuria che ha definito “fantastica!” (...) Questa prima immersione “È ancora scolpita nella mia mente come un quadro; scoprire di poter respirare tranquillamente nel mondo marino, esplorarlo senza fretta e stando a contatto con i pesci e la natura, cosa ci può essere di più affascinante?”

[Maila Cuomo]

[Maila Cuomo]
Non è per forza detto che la prima immersione sia anche la più bella, anzi quasi mai è così perché di solito alla prima immersione si è alle prime armi, impacciati, incapaci e inesperti. Solo con la pratica infatti, si può ambire ad immersioni più profonde, affascinanti ed emozionanti, e questo vale un po’ per tutti gli sport, più si migliora e ci si allena e più si può godere appieno di quello che la natura ha da offrire.
L’immersione più bella di Francesca è stata nell’Isola di Lampione (alle Pelagie), dove ha avvistato, seppur da lontano, i primi squali della sua vita. “A distanza di anni da quell’immersione, credo che la cosa memorabile di quella giornata sia stata, non tanto il fatto di “vedere” gli squali, quanto, come l’esperienza di vedere gli squali mi abbia fatta sentire!”
L’immersione più bella di Maila è stata invece a Marsa Alam, nell’Elphinstone Reef: “acque cristalline con visibilità eccezionale, profonde pareti ricoperte da coralli di ogni tipo e colore, giochi di luce che filtrano dagli anfratti ed una moltitudine di specie tra cui barracuda, carangidi e pesci napoleoni giganti, squali longimanus che ti fanno dimenticare di non essere un pesce nell'acquario. Euforia, eccitazione, sorpresa sono solo tre delle tante emozioni che si possono provare in un'immersione del genere!”. Solo nel sentirla raccontare questa sua stupenda esperienza mi è venuta voglia di fare le valige e partire per Marsa Alam!
Ho poi chiesto a Francesca come debba essere il suo “buddy” ideale e lei mi ha risposto che il suo compagno ideale deve avere un forte senso dell’orientamento e deve amare cercare e osservare le specie marine cosicché lei possa poi fotografarle. E sorridendo ha aggiunto “Inutile dire che dev’essere una persona con un’ottima vista e la cui la maschera non si appanni mai.”

[Francesca Maglione]
Io non sono un’esperta, anzi, ma ho già imparato che avere un compagno affidabile, preciso ed efficiente sia veramente necessario. Una persona di cui ci possiamo fidare e che ci affianchi durante l’immersione. È bello avere accanto una persona che ci somiglia, che condivida un po’ i nostri interessi e passioni e che abbia perché no, anche un po’ le nostre stesse idee. Anche io come Francesca, per esempio, avrei assoluto bisogno di un compagno esperto e che abbia un super senso dell’orientamento perché il mio viene a mancare molto spesso!
Quando infine ho chiesto ad entrambe di elencare una ragione per praticare questo sport ed una invece per non farlo, credo proprio di averle messe in seria difficoltà.
Le ragioni per praticare la subacquea sono tantissime ... questa passione ti porta a scoprire un mondo sommerso che altrimenti non potresti vedere, ti arricchisce di avventure e di emozioni, ti fa conoscere la bellezza dei fondali marini e delle creature che lo popolano e soprattutto ti fa capire la bellezza e l’immensità del silenzio che puoi trovare solamente nelle profondità.
Onestamente, di ragioni per non praticare questa disciplina non ne abbiamo trovate; se non avete particolari problemi fisici che vi ostacolano, vi consiglio, almeno una volta nella vita, di buttarvi e di provare perché poi garantisco che non ne vorrete più fare a meno!

[Foto di Francesca Maglione]

[Foto di Francesca Maglione]
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Ringrazio di cuore Francesca e Maila per i loro racconti e per le esperienze condivise e lascio di seguito i contatti delle ragazze che hanno partecipato alla mia intervista così che possiate rintracciarle, se vorrete, ed anche visitare le loro pagine social ed i loro siti web.
Ringrazio:
Francesca Maglione - VIAGGI PER SUB - https://www.viaggipersub.it che trovate su Instagram come @viaggipersub. È una ragazza molto simpatica e sempre a disposizione per coinvolgervi in uno dei suoi avventurosi viaggi in giro per il mondo!
Maila Cuomo che trovate su Instagram come @psicologa.mailacuomo - sito web/blog: https://mailacuomopsicologa.it e che fa parte di una bellissima associazione subacquea l’ASD, Associazione Subacquei Anonimi di Livorno che trovate su Instagram come @subacquei_anonimi ed anche sul web all’indirizzo https://www.subacqueianonimi.it
Last but not least, un ultimo doveroso ringraziamento va al mio ragazzo Giorgio @giocasi91, che è il mio primo grande supporter sia in campo lavorativo, sia soprattutto nella vita!
Affettuosamente vostra
Elena
@ilbellodelledonne_blog
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[1] La Y-40 - The Deep Joy, è la piscina più profonda d'Italia e la terza nel mondo (la prima è la Deep Dive Dubai, profonda 60,02 m, la seconda è la Deepspot che si trova a Mszczonów, nei pressi di Varsavia, profonda 45,47 m). La Y-40 è situata a Montegrotto Terme, in provincia di Padova ed il suo nome ricorda la figura dell'apneista in posizione verticale e la profondità massima della vasca, ovvero circa quaranta metri, precisamente 42,15 m.
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