LEGGI SESSISTE VERSO LE DONNE E DOVE TROVARLE (PURTROPPO)!

 

Sembra incredibile che nel 2022 possano esistere ancora nel mondo delle leggi fortemente sessiste e discriminanti nei confronti delle donne, leggi totalmente assurde e paradossali e che nella maggior parte dei casi sono ancora fortemente rispettate.

Sono davvero tante, troppe, le leggi che ancora oggi in diversi Stati limitano la libertà delle donne a partire dai modi che queste devono osservare nelle relazioni sia all’interno della propria famiglia sia al di fuori del nucleo famigliare. Leggi che limitano non solo le relazioni, ma anche gli spostamenti, il modo di vestire, la possibilità di coltivare degli hobby. Leggi secondo cui un uomo può violentare e abusare di una donna, della propria moglie, senza che questo venga considerato reato, ecc.

Ho selezionato per voi alcune tra le leggi sessiste più assurde che sono ancora in vigore in alcuni Paesi del mondo e che vi faranno letteralmente rabbrividire!

Alcune sono veramente obsolete e poco rispettate, ma ahimè ancora in vigore (!), mentre altre sono assolutamente attuali e quel che è peggio è che sono la quotidianità per moltissime donne!

Vediamone insieme qualcuna:

1) In Arabia Saudita le donne hanno il divieto di prendere la patente e quindi di guidare.

2) In Bielorussia le donne non possono guidare i tir e fin qui il divieto farebbe magari anche sorridere, se non fosse che l’autista di camion è solo uno dei 181 lavori che una donna bielorussa non può fare. La legge dice che è per tutelare la salute femminile, ma qualcuno è convinto che si tratti di una discriminazione bella e buona.

3) In India, in Palestina, a Singapore e alle Bahamas, violentare una donna non è sempre è reato. Se a farlo è il marito, allora si può! E non sono pochi gli uomini ad approfittarne: secondo uno studio dell’Onu, più o meno un indiano su quattro si sarebbe macchiato di questo crimine.

4) In Russia nel 2017 il parlamento di Mosca ha approvato a larghissima maggioranza la norma che depenalizza la violenza domestica. Quel che succede dentro le mura di casa sono affari di famiglia, e non dello Stato, sostengono gli onorevoli russi. E così si stima che, all’incirca ogni 40 minuti, in Russia una donna impunemente muore per mano del proprio partner.

5) Nello Yemen le donne non sono protette dalla violenza domestica o sessuale, non possono lasciare la loro casa senza il permesso del marito e possono essere arrestate senza motivo.

6) In Sudan esiste ancora la piaga delle spose bambine. Qual è l’età giusta per sposarsi? E l’età minima per farlo? In Sudan bastano dieci anni. Una bambina su tre, in questo Paese dell’Africa nera, invece di essere a scuola è costretta a sposarsi.

7) In Iran, a Teheran una donna ha bisogno del permesso del proprio marito non solo per ottenere il passaporto, ma anche per usarlo e andare all’estero. Anche per lavoro: la comunità internazionale se ne accorse quando, qualche anno fa, il capitano della nazionale femminile di calcio non poté disputare una partita all’estero con la sua squadra perché il marito le rifiutò il permesso.

8) In Giordania la questione della difesa dell'onore è assai rilevante. In nome dell’onore in Giordania si può uccidere e, grazie agli articoli 340 e 98 del Codice Penale, si può beneficiare di un considerevole sconto della pena. I commi valgono per i mariti che uccidono una moglie adultera (o il di lei amante), ma anche per chi uccide la sorella per difendere il buon nome di famiglia.

9) In Afghanistan le donne possono uscire di casa solo con il permesso del marito.

E per finire, che cosa ne pensate della recentissima decisione USA in tema di aborto?

Venerdì 24 giugno 2022 rimarrà una data storica, perché la Corte Suprema degli Stati Uniti ha abolito la sentenza Roe v. Wade con cui nel 1973 era stato legalizzato l’aborto negli USA. E dunque in America l’aborto non è più un diritto costituzionale e i singoli Stati saranno liberi di decidere quello che vorranno, anche di vietare l’aborto, come di fatto è già successo in alcuni Stati.

Con l’annullamento della sentenza Roe v. Wade, che quasi 50 anni fa aveva stabilito il diritto all’aborto, più della metà dei 50 Stati americani potranno immediatamente vietare il ricorso all’interruzione di gravidanza, impattando la vita di decine di milioni di persone. Storicamente negli Stati Uniti, quando la Corte Suprema ribaltava una sentenza, lo faceva per ampliare i diritti, mentre stavolta ha deciso di ridurli. Ma sono tanti gli Stati americani conservatori che saranno pronti ad accogliere la decisione della Corte Suprema.

Molti Stati come il Texas, il Missouri, il South Dakota, l’Indiana, hanno immediatamente abolito l’aborto, dopo la decisione della Corte Suprema. In totale, sono 26 gli Stati Usa che aspettavano solo una via libera per abolire il diritto.

In altri Stati invece, come nella California e nello Stato di New York, il diritto all’aborto non verrà mai meno - assicurano (!).

Per abortire adesso, milioni di donne statunitensi dovranno affrontare viaggi di migliaia di chilometri per arrivare in Stati in cui l’aborto sarà ancora legale, o peggio si ritroveranno a fare da sole, in casa, di nascosto o rivolgendosi a cliniche clandestine, come succedeva negli anni Cinquanta.

Per essere approvata, una legge ha bisogno della maggioranza dei rappresentanti della Camera e di almeno 60 voti al Senato, e poi della firma del presidente degli Stati Uniti, in questo caso di Joe Biden. Al momento al Senato la situazione vede 50 Democratici e 50 Repubblicani. I conservatori dovrebbero cercare di conquistare almeno una maggioranza di otto senatori, e poi puntare sull’appoggio di quei moderati incerti, tra cui Joe Manchin, che spesso ha oltrepassato il confine per votare assieme ai Repubblicani.


Se nei Paesi sopra menzionati le donne devono combattere quotidianamente contro leggi fortemente sessiste che limitano in tutto o in parte la loro quotidianità, in tutto il resto del mondo le donne si trovano comunque costrette a combattere quasi quotidianamente contro comportamenti sessisti e discriminatori messi in atto su più fronti ed in più occasioni. Non parliamo di Paesi musulmani o del terzo mondo, dove la donna è vista ancora come essere inferiore e sottomesso, ma parliamo anche di Stati occidentali fortemente sviluppati ed “emancipati”.

Il sessismo è purtroppo presente in tutti gli ambiti della vita, ecco di seguito, alcuni esempi:

- Il 63% delle giornaliste ha subito abusi verbali.

- Le donne dedicano quasi il doppio del tempo rispetto agli uomini per i lavori domestici non pagati.

- L'80% delle donne ha dichiarato di aver avuto a che fare, sul posto di lavoro, con atteggiamenti paternalistici da parte di uomini.

- Nel Regno Unito, il 66% delle ragazze intervistate di età compresa tra i 16 e i 18 anni è stato oggetto o ha assistito all'uso di un linguaggio sessista a scuola.

- Il 59% delle donne di Amsterdam ha riferito di una qualche forma di molestia avvenuta in strada.

- In Francia, il 50% delle giovani intervistate riporta di aver subito, recentemente, ingiustizie o umiliazioni per il fatto di essere donne.

- In Serbia, una ricerca indica che il 76% delle donne nel mondo degli affari non è presa in considerazione quanto i colleghi uomini.

Singoli atti di sessismo possono anche apparire benevoli, ma creano un clima di intimidazione, paura e insicurezza. Ciò conduce all’accettazione della violenza, principalmente contro donne e ragazze.

Vi segnalo a tal proposito una pagina internet al seguente link:

https://human-rights-channel.coe.int/stop-sexism-it.html

Questa pagina è interamente dedicata ai diritti umani ed anche alla problematica legata al sessismo. Si parla di come riconoscerlo, affrontarlo e soprattutto fermarlo!

Leggiamo «Il sessismo o la discriminazione sessista si riferisce a qualsiasi forma di svantaggio, trattamento ineguale, svalutazione o attacco subito da una persona a causa del suo sesso biologico. Il sessismo si basa sulla convinzione che alcune persone siano superiori ad altre. Nel sessismo, questa convinzione si manifesta in comportamenti, gesti e un linguaggio sessista. Il sessismo può colpire uomini e donne. Il tipo di sessismo che colpisce le donne è diverso da quello che colpisce gli uomini. Il sessismo colpisce le donne in modo più forte degli uomini.»

E ancora «Il genere con cui siamo nati ha un enorme impatto sulle esperienze, le aspettative e il modo in cui viviamo la nostra esistenza. Il sessismo inizia con le caratteristiche (positive e negative) che una società attribuisce alle sue donne e ai suoi uomini. Questi stereotipi di genere hanno un impatto su ciò che ci si aspetta dalle singole donne e dai singoli uomini. Per esempio, un tale stereotipo di genere si attua quando qualcuno pensa che le donne sono troppo morbide per lavorare in posizioni di leadership o gli uomini sono troppo dominanti per adattarsi a un team femminile.»

Come possiamo cambiare qualcosa e soprattutto fermare questo fenomeno? «Cambiare il linguaggio, evitando il reiterarsi di stereotipi anche nella lingua, può contribuire al cambiamento culturale per una società inclusiva e abbattere ogni forma di sessismo. (...) È una vera e propria alfabetizzazione culturale, che deve cominciare sin da bambini, dalla scuola quella che permetterà la parità di genere, un cambiamento che deve iniziare fin dalla scuola dell’infanzia, spiegando ai bambini che siamo diversi ma, come esseri umani, assolutamente uguali.»

Ricordiamoci queste tre parole chiave:

RICONOSCILO. INDICALO. FERMALO!

Anche noi, nel nostro piccolo, possiamo fare la differenza!



Affettuosamente vostra,

Elena
@ilbellodelledonne_blog



























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