IL RAPPORTO DI COPPIA: COM’È E COME DOVREBBE ESSERE

- Immagine tratta dal film "L'ultimo bacio" -
[Il più difficile non è il primo bacio ma l’ultimo]
Qualche settimana fa mi sono trovata a guardare in televisione il film «L’ULTIMO BACIO». Un film credo molto noto e conosciuto anche se non esattamente recente infatti, il film è del 2001 ed è stato scritto e diretto dal grande Gabriele Muccino. Nel cast, tra gli altri, troviamo Stefano Accorsi (che io adoro!), Giovanna Mezzogiorno, Stefania Sandrelli e Martina Stella che nel 2001, ben 21 anni fa, faceva la sua prima apparizione cinematografica.
In breve, il film ruota attorno alle vicende di Carlo (interpretato da Stefano Accorsi) e dei suoi quattro amici: Adriano (interpretato da Giorgio Pasotti), Paolo (interpretato da Claudio Santamaria), Alberto (interpretato da Marco Cocci) e Marco (interpretato da Pierfrancesco Favino). I quattro, giunti alla soglia dei trent'anni, si trovano a riflettere sulla loro vita e sulle loro scelte, scardinando così le certezze di sempre. La loro crisi è data dalla cosiddetta sindrome di “Peter Pan” dell'uomo moderno, ovvero dalla paura di finire imbrigliati in schemi precostruiti, dal lavoro e dai doveri della famiglia, rischiando di smarrire la propria natura "fanciullesca" e "giocosa".
Siamo a Roma. Carlo, ventinovenne, aspetta un figlio dalla fidanzata storica Giulia, quando resta incantato dalla sensuale innocenza di Francesca (interpretata da Martina Stella), un'effervescente ragazza di soli diciotto anni conosciuta per caso al matrimonio dell'amico Marco. Tra i due nasce subito una travolgente attrazione, con Giulia ovviamente ignara di tutto ed alle prese con i preparativi in vista della nascita della loro prima figlia. Nel frattempo, Adriano, in crisi con la moglie Livia, da cui ha avuto un figlio, medita di andarsene di casa per scontento della propria vita matrimoniale e sentimentale. Paolo è depresso a causa del padre malato e dell'abbandono da parte della fidanzata Arianna. Alberto, apparentemente sereno, passa da un'avventura sentimentale all'altra, incapace di creare legami stabili. Anche Anna, la madre di Giulia, trascorre un periodo di forte crisi con il marito psicologo Emilio, che la porta a gettarsi tra le braccia di una sua vecchia fiamma, il professor Eugenio Bonetti, ritrovandolo però ormai sentimentalmente impegnato e neopapà. Giulia incontra gli amici in occasione della visita di condoglianze a Paolo per la morte del padre e si rende conto che Carlo, dicendole che avrebbe passato la serata con Adriano, invece presente a casa di Paolo, le ha mentito. Quando Carlo torna a casa, Giulia, in preda alla rabbia, lo obbliga a raccontarle la verità e Carlo le confessa il suo incontro con Francesca, terminato con "soltanto un bacio". A questo punto, Giulia scoppia di rabbia e caccia violentemente Carlo di casa. Quest'ultimo ritorna da Francesca, con la quale passa una notte d'amore e di passione. Il mattino dopo, svegliandosi nella stanza della ragazza, capisce di aver sbagliato: lascia Francesca e corre da Giulia, la quale percò decide di trasferirsi a casa dei genitori, ormai riappacificatisi. Con la complicità di Anna, alla fine del film, Carlo riuscirà a farsi perdonare da Giulia e a riconquistarla.
Questo film mi ha smosso qualcosa dentro, mi ha fatto profondamente riflettere sul rapporto di coppia, sulle dinamiche che si vanno sovente creando tra due persone e soprattutto sul come idealmente ci si immagina che un rapporto si svolga, piuttosto che sul come effettivamente è. La differenza tra come un rapporto dovrebbe essere e come di fatto è nella realtà, è abissale, concreta, assolutamente palpabile e a tratti semplicemente sconvolgente. Non fingiamo, non prendiamoci troppo in giro, nel rapporto di coppia si mente sempre e comunque, magari non lo si vorrebbe fare, magari sono le cosiddette “bugie bianche”, ma il dato di fatto è che la menzogna è sempre dietro l’angolo.
Vedendo questo film, (che assolutamente consiglio!), l’emozione, la sensazione che mi è nata è stata proprio quella che mi ha spinto a capire quanto sia importante, anzi fondamentale, sforzarsi di dire sempre e comunque la verità al proprio partner, al proprio fidanzato, marito, compagno che sia. Dire la verità è liberatorio e sempre, a mio avviso, è la cosa migliore da fare. A volte ci si nasconde dietro ad una bugia per paura delle reazioni dell’altro, per non ferire l’altro, per il timore di deludere l’altro o magari di offenderlo, ma niente è peggio di una bugia che, come dice anche il detto, ha sempre le gambe corte e quindi, prima o poi, verrà smascherata (tenetelo sempre ben a mente!).

Dire la verità su quello che si pensa, su come ci si sente, per poi ovviamente ascoltare l’altro e venirsi incontro, trovare un compromesso, una soluzione comune. Non basta dire semplicemente la verità senza poi muovere un passo nella direzione dell’altro. Credo fortemente che alla base di ogni relazione ci debbano essere, in seguenza: (1) il dialogo, (2) lo scontro, (3) il confronto e quindi (4) il compromesso ed (5) il riappacificamento, tutto esattamente in questo ordine.
Certo, tutto questo è bello e nobile da dire, ma nella realtà come si può riuscire a metterlo davvero in pratica?
La verità su come siamo, su come ci sentiamo, esternare tutte le nostre emozioni, sentimenti, paure, timori con la massima sincerità ed onestà, non sarebbe la cosa giusta da fare? A patto che dall’altra parte ci sia una persona aperta, pronta a capire, accogliere, recepire e condividere ... perché si sta insieme nel bene e nel male e non solo quando c’è una promessa di matrimonio, ma sempre (!) ed anche quando c’è un malessere, un dubbio, una paura, affrontarlo è senz’altro la cosa migliore da fare. In due, la soluzione, arriva prima!

Che senso ha tenersi dentro le cose, mentire per far piacere all’altro ed accettare ogni cosa senza dire una parola? Di chi stiamo facendo il bene? Non certo di noi stessi e neanche della coppia. Stiamo, al contrario, rovinando prima noi stessi e poi il rapporto perché, se il silenzio e l’essere sempre accondiscendenti, può sembrare all’inizio la soluzione migliore, con il tempo, il “non detto” crea tensioni, logora il rapporto che a lungo andare si impoverisce sino a spezzarsi. Meglio la comunicazione, la discussione ed anche il litigio sùbito, piuttosto che il distacco e alla fine la ricerca di una via di fuga in una terza persona. E’ noto che ogni silenzio, ogni cosa non detta è come una pietra che viene lasciata lungo il cammino che la coppia sta facendo e con le pietre si vanno costruendo solo dei muri che non fanno altro se non dividere, separare, allontanarci da chi ci ha camminato accanto sino a qualche tempo prima.
La fine del film mi ha lasciato un profondo senso di amarezza in quanto volutamente viene lasciato intendere che tra i due protagonisti, Carlo e Giulia, non sia tornato tutto come prima, anzi ... Lei non solo non ha completamente perdonato il compagno dal tradimento sùbito, ma ha trovato il modo a sua volta di vendicarsi tradendo il fidanzato con un altro uomo.

- Immagine tratta dal film "L'ultimo bacio" -
Elena
@ilbellodelledonne_blog
Commenti
Posta un commento