ALLA SCOPERTA DELLE DISCIPLINE ACROBATICHE - IL CERCHIO AEREO

[Foto del saggio di giugno 2022 - Il Team al completo]

- KEEP CALM AND DO AERIAL -

L’acrobatica aerea è a tutti gli effetti una disciplina sportiva che deriva direttamente dalle arti circensi. Ovviamente negli anni è cambiata molto e si è evoluta prendendo sempre più le sembianze di una vera e propria disciplina sportiva. Nell’immaginario collettivo le arti aeree che ci ricordano sono: il trapezio volante, il cerchio aereo e i tessuti. Oggi come oggi non ci si ferma neanche più a questi semplici e basici strumenti, anzi, è diventata quasi una moda ricercare l’attrezzo più non-convenzionale possibile e che possa essere adattato ad “attrezzo aereo”. Si sono viste farsi largo sulle scene oggetti come: poltrone, ombrelli, amache, biciclette volanti e chi più ne ha più ne metta, ma la classica attività aerea si inizia dalle basi, dai tessuti e dai cerchi appesi ad altezze che possono variare da un minimo di 4 m e sino a quando non si sbianca per le vertigini.

Le discipline acrobatiche si praticano come tutte le altre discipline, con costanza, dedizione e tanta pazienza e sebbene sia meglio avere già una buona base di forza fisica e plasticità, in ogni caso si può lavorare su tutto e con un allenamento costante ed il massimo impegno si possono raggiungere risultati importanti anche partendo da zero e questo lo dico per esperienza personale!

Io che pratico cerchio aereo da non molto, da circa un anno, sono partita con due frasi cardine, ben piantate nella mia mente: “voglio divertirmi” e soprattutto “voglio superare i miei limiti!

     
[Foto di me a lezione]

È necessario avere la consapevolezza che il giorno dopo un allenamento si avrà male ovunque e probabilmente si avrà anche qualche livido e qualche callo sulle mani, ma ben presto ci si abitua a tutto. È bene mettersi nell’ottica che la prima lezione non ci qualificherà né come “campionesse” né come “fallite”, ma servirà per capire se questo sport è adatto a noi ... più ci si diverte e più si avrà voglia di tornare ad allenarsi la settimana successiva!

Il cerchio aereo è una disciplina meravigliosa che ti permette di staccarti da terra, di provare emozioni e sensazioni uniche, un allenamento che ti rinforza in modo completo e che ti permette di guardare le cose letteralmente da un’altra prospettiva. E ricorda che tutti possono imparare (sia bambini che adulti) perché pur essendo faticoso all’inizio, il cerchio riesce poi a dare enormi soddisfazioni. Questa disciplina ti aiuterà ad imparare a fidarti ancor di più di te stessa e delle tue potenzialità e soprattutto, sarai elettrizzata perché per la prima volta proverai veramente a volare!

     

[Foto di me a lezione]

Si parte con un cerchio di grandi dimensioni agganciato al soffitto tramite corde e moschettoni, musica di sottofondo, costanza, allenamento, disciplina, impegno, ma non solo, come abbiamo già detto, ci vuole anche tanta forza fisica per rimanere appesi e parecchia flessibilità, ma il risultato finale è puro divertimento. Si deve sempre ascoltare il proprio corpo e soprattutto (!) l'insegnante, senza mai strafare. L’abbigliamento richiesto consiste in semplici leggings e una canotta o comunque un abbigliamento sportivo e aderente che riduca al minimo il contatto diretto della pelle con il cerchio e che quindi eviti piccole bruciature da sfregamento della pelle nuda contro il cerchio.

    
[Foto di me a lezione]

Il mio amore per il cerchio aereo è nato per caso durante una lezione di prova in una palestra della mia città ed il merito di tutto questo va soprattutto alla mia super insegnante: Giulia Rigoldi @flying_giuly

Già, perché senza un bravo maestro non ci sarebbe un allievo appassionato!

Come ho detto ho iniziato per caso. Dopo qualche anno di pole dance, ho iniziato ad appassionarmi al cerchio aereo perché una mia amica aveva iniziato un corso presso una scuola di Milano. Tutte le volte che ci incontravamo mi parlava delle sue lezioni, dei suoi progressi e mi mostrava le foto delle bellissime figure che riusciva a realizzare. Ho cercato quindi una palestra vicino a casa mia che disponesse di questi corsi e devo dire che ultimamente queste discipline, pole dance e cerchio aereo soprattutto, ma anche tessuti, stanno spopolando e sono sempre di più le palestre che inseriscono questi corsi in calendario. Insomma, non è stato poi così difficile trovare una palestra e innamorami di questa disciplina ...

Sono uscita dal primo allenamento stanca, provata, affaticata, ma soprattutto sorridente ed entusiasta. Non ero riuscita a fare poi molto, ma mi ero tanto divertita e quel sorriso mi è rimasto a lungo sulle labbra tanto che ho deciso di iscrivermi. Gli allenamenti sono impegnativi soprattutto per chi, come me, non parte con una buona base di forza fisica ed elasticità, ma mi accorgo che lezione dopo lezione miglioro sempre un po’ di più ed i primi risultati sono presto arrivati tanto che pochi mesi dopo aver iniziato il corso, mi sono letteralmente "buttata" nel primo saggio di cerchio aereo della mia vita organizzato dalla scuola a chiusura dell'anno accademico.

[Foto del saggio di giugno 2022 - sulle note della bellissima canzone dal titolo
"Never Enough" tratta dal film "The Greatest Showman"]

[Foto del saggio di giugno 2022]

        
[Il backstage del saggio 2022]

[Il backstage del saggio 2022]

E intanto che io continuo i miei durissimi quanto intensamente divertenti allenamenti settimanali provando sempre e comunque a sorridere, lascio la parola direttamente a lei, alla mia super insegnate Giulia, che ringrazio sin da ora, molto affettuosamente per aver prontamente accettato questa intervista!

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INTERVISTA A GIULIA RIGOLDI

Cara Giulia, raccontaci un po’ chi sei ...

«Che domanda difficile! ... Sono diverse cose in realtà, diciamo che al mattino sono la psicologa con occhiali e tailleur, mentre al pomeriggio divento l’acrobata che si arrampica su qualsiasi cosa abbia sottomano (pali, cerchi, tessuti, etc.). Anche se detto così fa molto più supereroe di quanto non sia in realtà, diciamo che l’unica cosa che condivido coi supereroi è che in un’attività porto gli occhiali, mentre nell’altra no; ma di solito la gente mi riconosce comunque (!). Scherzi a parte, sono un’istruttrice di discipline aeree, un lavoro che amo per tante ragioni e che mi si addice molto, perché si possono dire molte cose di me, ma sicuramente non che sia una persona coi “piedi per terra”, infatti mi ritengo una ragazza creativa e dinamica, sempre in movimento, sia fisicamente che mentalmente. Poi coi piedi per terra inciampo, tipo sempre, chi mi conosce lo sa bene, quindi meglio starsene a volteggiare per aria».

   
[Giulia Rigoldi]

Come è iniziata la tua passione per le discipline acrobatiche ed in particolare per il cerchio aereo?

«La storia è abbastanza buffa ed è iniziata, ormai, parecchi anni fa, dalla noia e dai tempi morti, come forse la maggior parte delle migliori illuminazioni! Quando ero al liceo tornavo a casa da Milano prendendo un treno di raccordo che era frequentato in media da me e dal conducente; quindi, era molto peculiare avere tutti i vagoni a disposizione. Nel tedio di attendere la mia fermata ne combinavo di ogni, tra cui anche provare ad appendermi al palo davanti alle porte. Così, ogni giorno la sperimentazione aumentava, partendo da una timida scivolata in stile pompiere fino ad arrivare ad incoscienti verticali e altre rocambolesche peripezie (ringrazio oggi di essere ancora tutta intera!). Da quelle acrobazie sul vagone ho iniziato a chiedermi se esistesse uno sport che facesse utilizzo della pertica in modo acrobatico. Purtroppo, ai tempi, la pole dance a Milano era ancora pressoché sconosciuta (e del cerchio neanche a parlarne), quindi dovetti aspettare un paio di anni per vedere le prime palestre nascere, ma a quel punto ero pronta e sono “salita al volo su quel treno”. Da quel momento è nata una passione fortissima verso l’acrobatica aerea che si è estesa, poi, a tutte le discipline emergenti che negli anni hanno fatto capolino, come appunto il cerchio aereo».

Prima di iniziare a dedicarti alle discipline aeree praticavi altri sport?

«Tutto e niente in realtà: pallavolo, danza, hockey, majorette, pattinaggio, ginnastica, motocross, tiro con l’arco, etc. Ero alla continua ricerca di qualcosa che mi stimolasse e mi incuriosisse, ma difficilmente riuscivo ad applicarmici per più di un anno senza annoiarmi. Non avevo costanza e dopo poco sentivo come se ogni cosa cominciasse ad andarmi stretta; potremmo dire che sono sempre stata sportivamente promiscua. Proprio per questo è stato sorprendente vedere come l’acrobatica aerea mi abbia “fatto mettere la testa a posto” e mi abbia accompagnata in questa meravigliosa avventura che dura ormai da più di dieci anni».

 
[Giulia Rigoldi]

Oltre ai tuoi allenamenti personali sei anche una insegnante, come ti gestisci? E cosa ti ha spinto a insegnare questa disciplina?

«Penso che l’insegnamento faccia parte di me in maniera profonda. Ho sempre amato condividere con gli altri le mie passioni e le cose che mi fanno stare bene. Con l’acrobatica aera questa mia passione è stata ulteriormente amplificata, forse proprio per l’enorme amore che provo per questa disciplina e soprattutto per tutto il benessere che mi ha regalato in questi anni, sia dal punto di vista fisico che mentale. Di conseguenza mi viene molto naturale cercare di trasmettere la passione e l’entusiasmo che provo per ciò che faccio, e trovo enorme soddisfazione nel vedere le/i mie/miei allieve/i raggiungere enormi traguardi che ritenevano impossibili. E questa riscoperta delle proprie capacità è forse uno degli aspetti che amo di più del mio lavoro, ovvero il superamento dell’“impossibile”. Se avessi avuto un euro per tutte le volte che mi sono sentita dire “ma è impossibile, non ce la farò mai”, ora questa intervista la staremmo facendo nella mia villa a Bali. In ogni lezione si impara a superare i propri limiti e a capire che siamo noi i primi ad imporceli; siamo noi stessi i primi a pensare di non avere la grazia, la forza o in generale le capacità per fare una determinata cosa, nello sport come nella vita di tutti i giorni. Vedere nel concreto che si hanno le capacità di fare cose incredibili e bellissime cambia l’approccio che si ha con il concetto di “sfida” in generale, anche nella vita di tutti i giorni, migliorando la fiducia in sé stessi e dando un’immagine più realistica delle proprie capacità. Mi stupisco ogni giorno dei cambiamenti che vedo nelle persone che il primo giorno varcano la porta nascondendosi dietro il proprio dito ed escono, già dopo pochi mesi, a testa alta e con gli occhi pieni di soddisfazione. Vedo nell’acrobatica aera delle opportunità di crescita personale enorme, ragione per cui sono alle prese con l’integrazione di quest’ultimo con la pratica psicologica, al fine di creare un nuovo modo di prendersi cura di sé, sia dal punto di vista psicologico che fisico. Ammetto però che non è sempre facile integrare la parte lavorativa con i propri allenamenti: le energie sono quelle che sono e anche il tempo non abbonda, quindi cerco di darmi degli appuntamenti fissi due o tre volte a settimana per allenarmi sia da sola che seguita da altri professionisti, perché la cosa bella di questo sport è che c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare».

In cosa consiste il tuo allenamento personale? Cioè, oltre alle esercitazioni con il cerchio, che fai?

«Se la domanda è se vado in palestra, la risposta è no. Mai entrata in una palestra e non penso succederà nel prossimo futuro. Questo è un mito che vorrei sfatare, perché molte persone si presentano alla prima lezione con l’ansia di non avere la forza sufficiente per fare questo sport e temono di dover affiancare alle lezioni infinite ore in palestra. Questo non è necessario, sicuramente più uno si allena e prima otterrà dei risultati, quindi qualsiasi allenamento esterno potrebbe velocizzare l’apprendimento anche dell’acrobatica aerea, ma non è una cosa obbligatoria, perché durante gli allenamenti si crea un processo graduale di apprendimento che permette di sviluppare la giusta forza e resistenza. Il mio allenamento si compone di una parte preparatoria che comprende stretching e potenziamento, al fine di migliorare la mobilità e la forza, per poi passare a vari esercizi di potenziamento sull’attrezzo, per finire con la parte più tecnica di studio delle figure e delle combinazioni. A volte faccio degli allenamenti specifici di flexibilty perché purtroppo la flessibilità è la parte su cui Madre Natura è stata un po’ più taccagna».

 
[Giulia Rigoldi - cerchio aereo e pole dance]

Quale parte del corpo si sviluppa di più praticando questa disciplina?

«Per fortuna c’è un lavoro sinergico di tutto il corpo, a seconda delle figure e delle transizioni si andranno ad interessare varie parti. Detto ciò, soprattutto all’inizio, le parti che subiscono maggiore sollecitazione sono le braccia e l’addome, poiché dobbiamo diventare capaci di sollevare il nostro intero peso. Diciamo che le vostre strette di mano non saranno più le stesse!».

Dal punto di vista pratico, come organizzi una lezione di cerchio aereo?

«Prima delle lezioni c’è sempre un momento che dedico allo studio del percorso che si sta facendo in classe, c’è un canovaccio che imbastisco a inizio anno, ma ogni volta valuto i progressi e le inclinazioni delle varie classi, al fine di costruire un percorso più possibile adatto alle persone che mi trovo davanti. Quindi valutando le ultime cose fatte, decido se dedicarmi al perfezionamento di cose già fatte, oppure se sia il momento di aggiungere nuovi tasselli, per poi usare questi piccoli blocchi per costruire una sequenza che li comprenda tutti, al fine di creare sempre nuove coreografie che gli studenti possano studiare e immagazzinare nel loro bagaglio artistico. Una volta scelti gli elementi tecnici da studiare nella lezione, costruisco delle routine di allungamento e potenziamento che sostengano gli sforzi che dovranno essere fatti durante lo studio delle figure, al fine di preparare il corpo al meglio ed evitare disagi ed infortuni».

Il cerchio aereo è per tutti? È adatto anche agli uomini?

«Il cerchio aereo è per tutti: età, struttura fisica, genere, non rappresentano degli impedimenti per praticare questa disciplina. Ci possono essere inclinazioni personali che possono rendere alcuni elementi più o meno complessi, ma la costanza e soprattutto la passione fanno in modo che ognuno possa intraprendere il proprio percorso, che verterà su diversi punti di forza che vanno scoperti con la pratica. Quindi quando pensate che per la vostra età, la vostra corporatura, la vostra preparazione etc., non potreste essere in grado di iniziare questo tipo di sport, prenotate una prova e vedrete che i limiti sono più mentali che fisici. Per quanto riguarda gli uomini, il cerchio, come le altre discipline aeree, sono assolutamente adatte anche a loro. Ho diversi colleghi e allievi che eccellono in questi campi e sono una meravigliosa testimonianza di ciò. Quindi ometti mi spiace, ma neanche questa scusa vale!».

[Giulia Rigoldi - sui tessuti]

Quanto è importante "crederci" oltre che applicarsi?

«Semplicemente fondamentale! Credere in ciò che si sta facendo, nelle proprie capacità, nella bellezza che possiamo creare col nostro corpo, sono elementi fondamentali di questa disciplina e con essa crescono. Come dicevo prima, le persone che arrivano alla prima lezione pensano che il massimo a cui possano aspirare sia arrivare ad appendersi con la stessa grazia di un paio di calzini stesi al sole, ma dopo poco la progressione diventa così evidente che devono per forza cominciare a ricredersi, ed è proprio lì che cominciano a “crederci”, ogni giorno di più, e a ogni lezione i movimenti diventano più belli, più fluidi e in questi movimenti, nel modo in cui cominciano a lasciarsi andare nella musica, riesco a leggere il fatto che gli allievi stessi si stiano rendendo conto della bellezza che stanno creando. Quindi credere in sé stessi è fondamentale, ma non è una cosa facile da fare partendo da zero, quindi questo sport è prezioso proprio per questa sua capacità di accompagnarti verso una nuova consapevolezza, che si allargherà pian piano anche al resto».

[Giulia Rigoldi]

Chiudiamo in bellezza: un PRO (anche più di uno!) e un CONTRO per chi desidera iniziare a praticare cerchio aereo?

«Penso che i PRO siano stati snocciolati ampiamente, ma per ricapitolare: (1) sentirsi meglio su tutti i fronti grazie a una nuova consapevolezza delle proprie capacità e ad un corpo tonico e reattivo come non mai; (2) diventare capaci di fare cose che sembravano impossibiliti come: sconfiggere la forza di gravità e iniziare a fare acrobazie che letteralmente “faranno cadere la mascella a chiunque vedrà voi o i vostri video”; (3) avere la possibilità di incontrare persone straordinarie, che come voi, hanno voglia di uscire dagli schemi e di mettersi alla prova. I CONTRO sono più per le vostre camicie … Ammetto che dopo aver iniziato a praticare ho dovuto fare un funerale vichingo a diverse camicette che non hanno retto la nuova possenza della mia schiena e delle mie spalle, ma assicuro che poter fare l’“effetto Hulk” strappando le camicie sulla schiena solo flettendo i muscoli, da una soddisfazione tutta sua!».

* * *

Che dire a questo punto ... questa intervista mi è piaciuta tantissimo. Mi ha fatta emozionare e spesse volte mi ha fatta sorridere e soprattutto mi ha fatta ridere perché Giulia è una ragazza solare, allegra e divertente proprio così come appare nell’intervista, una persona che cerca sempre di far sentire a loro agio le allieve, di stimolarle e supportarle per far sì che diano sempre il meglio di loro stesse. Mi sono ritrovata in più punti dell’intervista, anche io mi sentivo tremendamente incapace durante le prime lezioni, ma mi sono sempre divertita tanto e questa sensazione ha fatto sì che continuassi gli allenamenti giorno dopo giorno, settimana dopo settimana fino ad arrivare alla conclusione di un anno accademico pazzesco ed anche a poter vantare un saggio di fine percorso in un teatro. Mai, quando ho iniziato il primo giorno, avrei pensato di essere capace di tanto! Giulia è una ragazza speciale, un’insegnante meravigliosa, premurosa e soprattutto empatica. Sa trasmettere la sua grande passione per questa disciplina ed è capace di spiegarti e rispiegarti un esercizio per mille volte, senza metterti ansia e fino a che non lo hai memorizzato completamente e soprattutto si vede che quando si esibisce le brillano gli occhi perché è pazzamente innamorata di questo sport che oltre a praticare con devozione e costanza ha reso un vero e proprio lavoro che svolge al meglio.



Affettuosamente vostra

Elena
@ilbellodelledonne_blog






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